L’Eroica è nata per amore verso quel ciclismo che fece scrivere un bel po’ di storia e tanta letteratura italiana, con l’intento di ricercare le radici autentiche di uno sport bellissimo, con una grande anima popolare, nonché per riscoprire la bellezza della fatica ed il gusto dell’impresa. Inoltre, L’Eroica è una Fondazione il cui scopo è la salvaguardia del patrimonio di strade bianche della Toscana.
Da queste concezioni romanticamente attuali è scaturita l’idea della Manifestazione ciclistica nata nel 1997.
Al via, all’epoca, furono in 82 i “cacciatori di sentimenti e emozioni “; oggi l’Eroica è un esempio di valorizzazione del Patrimonio ambientale, di Stile di Vita Sostenibile, di ciclismo pulito che guardando al passato indica il futuro: lo testimoniano i numeri di un successo dovuto alla passione dei suoi organizzatori e ideatori.
Oltre 5000 iscritti a numero chiuso, 15000 persone l’indotto compreso le Famiglie. Da quest’anno per sottolineare l’impegno nello sviluppo della educazione alla sostenibilità ambientale si è voluto dare spazio a un’area dedicata alle Aziende che si impegnano particolarmente in questo settore.
E’ solo un altro esempio di come il concetto dell’Eroica possa essere quanto mai attuale.
Quelli dell'Eroica
Il popolo dell’Eroica ha tanti modi di esprimersi. Vive e pedala di fantasia. Ognuno fa l’eroe a modo suo: l’importante è dimostrare - prima di tutto a se stessi - che ci si può sacrificare col sorriso per una passione sana.
PRIMA
Quelli che, appena finito il turno di notte in fabbrica, si fiondano in autostrada col pulmino vintage e guidano un po’ per uno, le bici caricate dietro e l’adrenalina più forte della stanchezza. Quelli che la moglie/fidanzata non capisce, ma li segue tra il devoto e il rassegnato. Quelli che credevano di avere la bici eroica, invece ne devono prendere una al volo al mercatino. Quelli che anche la vigilia si vestono da pionieri. Quelli che scrivono sulla maglietta “si torna giovani, si diventa poeti”. Quelli che fanno le prove di pedalata notturna, però non vedono niente e a momenti un’auto li stira nel buio. Quelli che chiacchierano con Moser, e sembra che l’intenditore non sia Moser, e Moser si diverte a lasciarglielo credere. Quelli che si fanno crescere i baffetti belle époque. Quelli che arrivano a notte fonda, scrollano lo zaino dalle spalle e dormono nel sacco a pelo. Quelli che potrei fare duecento chilometri, ma preferisco farne settanta e godermi lo spettacolo, e soprattutto i rifornimenti. Quelli che temono di non svegliarsi in tempo, ma poi non dormono per l’emozione, quindi alle cinque son pronti. Quelli che un altro cicchetto grazie. Quelli che fanno la foto ricordo con Sgarbozza.
DURANTE
Quelli che al posto della borraccia metto un fiaschetto di vinello buono. Quelli che carenano la bici come un cartone animato. Quelli che I am from Usa, and you? Quelli che fate largo giovanotti, io ho ottant’anni e la mia bici 45. Quelli che amano respirare la polvere. Quelli che la pancetta non sta più nella maglia di lana. Quelli che ho rotto il cambio, quanto c’è da qui all’arrivo? Quelli che hanno finito i tubolari di scorta. Quelli che abitano sulla via, allestiscono i ristori a pane, salame e vino, e intanto meditano di metter su un bed&breakfast per ciclisti. Quelli che s’ingozzano di ribollita, ma nelle giornate normali non la mangerebbero mai. Quelli che con paesaggi così non si sente la fatica. Quelli che quando vedono i fotografi scattano. Quelli che prendono gli applausi dei parenti appostati a bordo strada. Quelli che in mountain bike non vale. Quelli coi calzoni di velluto alla zuava e i mustacchi finti. Quelli che ho rotto il cambio, ma mi basta il 44. Quelli che uè, per un po’ ho tenuto il passo di Moser. Quelli che un altro vin santo ci sta bene. Quelli che indossano la maglia iridata d’antan. Quelli che vado un pezzo avanti, ti aspetto e ti faccio una foto. Quelli che la salita si può anche scalare a piedi, però un vero ciclista rimonta in sella prima di scollinare.
DOPO
Quelli che ciao mamma ce l’ho fatta. Quelli che prendono in braccio i figli. Quelli che hanno i crampi e il sorriso largo così. Quelli che quasi quasi mi sciroppo anche l’Eroica in Giappone. Quelli che poi ti taggo su Facebook. Quelli che domattina alle otto devono essere in ufficio, a cinquecento chilometri da qui. Quelli che vorrebbero asfaltare le strade bianche, e non hanno capito niente. Quelli che ci vediamo l’anno prossimo, e la farò più lunga.
Stefano Affolti / La Provincia di Varese
L'Eroica è:
L’Eroica è una Poesia scritta con la Bicicletta. Adrenalina ed Emozione allo stato puro.
L’adrenalina dell’attesa, della preparazione, del “chissà-com’è-per-quelli-come-me-che-la-fanno-per-la-prima-volta”, del sapere che dovrai pedalare su una bici improvvisata noleggiata (era l’ultima!) alle 23 della sera prima per aver scoperto in extremis che la tua non era regolamentare, di correre quindi sopra una due ruote troppo piccola con appena il 42x21 (rapporti) e senza scarpette adatte…insomma, sentorsi un vero eroico per una vera bici eroica in una vera corsa eroica.
L’emozione della notte insonne, della partenza, delle sensazioni mistiche nel passaggio tra i lumini nella penombra del castello del Brolio, dei dolci colli del Chianti, delle discese ardite su strade bianche, sassose e ghiaiose, della voglia di riempirsi l’anima e gli occhi di paesaggi incantevoli talvolta solo sbirciati per non rischiare di finire a terra, dei ricordi d’infanzia perché oltre 50 anni fa su strade simili vedevo mio nonno piegato in due spingere la sua vecchia bici in salita per recarsi al lavoro, per respirare il profumo inebriante del silenzio dei vigneti e uliveti, per trovarsi in mezzo a gente che parla veronese, tedesco, napoletano e inglese e comprendersi tutti lo stesso, di sbagliare percorso a Siena e fare 5 km in più, cioè 140 invece di 135 machissenefrega, dell’allegria del ristoro, della disponibilità del popolo di Toscana, della percezione del passato tra quelle maglie e biciclette dal gusto d’antico, fra corridori e auto d’epoca, del non comprendere se stati vivendo un sogno o e davvero la realtà…
Ho scalato tante montagne del Tour, del Giro… ma L’Eroica è Unica, Speciale.
Grazie Giancarlo, solo una mente genialmente folle come la tua poteva inventare una “cosa” del genere e grazie (ma quanti erano???) a tutti coloro che hanno contribuito a realizzare questa lucida follia.
Fiero di essere stato tra i 5497 lucidi folli. Credo che questa lucida follia mi aggredirà inesorabilmente anche nel 2013.
Perché L’Eroica è una Poesia scritta con la Bicicletta.
Paolo Buranello / Tuttosport





